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INFLUENZA AVIARIA

elementi di informazione ed indicazioni di comportamento

 

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Ordinanza del Sindaco di Librizzi del 20 febbraio 2006

 il territorio diLibrizzi dichiarato “zona di sorveglianza per l’influenza aviaria”


Indicazioni di comportamento

Ministero della Salute
Unità di crisi Influenza Aviaria


Il rischio è attualmente confinato ai volatili selvatici. L’infezione è stata sinora segnalata solo in alcuni volatili acquatici selvatici (cigni). Obiettivo delle azioni dei Servizi Veterinari (SV) è quella di evitare che l’infezione passi dall’ambiente selvatico a quello domestico.
Infatti, fintanto che l’infezione rimane confinata all’ambiente selvatico, la possibilità di diffusione alle specie domestiche e, quindi, i rischi per l’uomo risultano assenti. Nel mondo non sono segnalati casi di malattia umana derivanti dal contatto con uccelli selvatici.

Il pollame domestico non rappresenta attualmente alcun rischio. Nella attuale situazione i volatili domestici sono indenni dalla malattia.
Per evitare possibili contagi esiste un sistema di sorveglianza che prevede i seguenti livelli di intervento nelle diverse fasi di produzione:

  • autocontrollo da parte degli allevatori mediante la consulenza di veterinari liberi professionisti 
  • controllo da parte dei Servizi Veterinari delle ASL che verificano le attività di autocontrollo e effettuano dei controlli autonomamente 
  • nei casi di accertamento di positività vengono attivate drastiche misure con l’estinzione dei focolai infetti 
  • lo Stato provvede al rimborso dei danni subiti dagli allevatori

Per gli allevamenti a carattere rurale sono state definite delle procedure di intervento per gli allevatori che hanno l’obbligo di attuarle e comunque di richiedere l’aiuto delle Autorità sanitarie competenti (Veterinari ASL ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

Il consumo di uova e carni avicole cotte non comporta alcun rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo.
Le carni di pollame sono sicure in quanto provengono da allevamenti che sono sottoposti al controllo veterinario e tutti i volatili, prima di essere macellati, vengono sottoposti a visita sanitaria da parte di un veterinario della Azienda sanitaria locale.
In caso di sospetto per qualsiasi malattia i volatili vengono esclusi dalla macellazione.

Dopo la macellazione le carni sono sottoposte a controllo del veterinario del macello che, anche in questo caso, in presenza del semplice sospetto di malattia, provvede agli accertamenti necessari a tutela della salute pubblica.

A conferma della salubrità delle carni vengono apposti un bollo sanitario ed un’etichetta tale da consentire al consumatore di conoscerne la provenienza.
La cottura delle carni rientra tra le normali prassi di preparazione.
In base a quanto si è verificato in alcuni paesi asiatici, il rischio per l’uomo è limitato al verificarsi di condizioni di estrema promiscuità uomo/animale, di condizioni igieniche particolarmente precarie e di contatti stretti con volatili infetti. Tali condizioni non sono presenti nel nostro paese.

Tra gli uccelli selvatici, le specie che rappresentano un potenziale rischio sono gli uccelli acquatici selvatici (anatre, oche, cigni, trampolieri). Non rappresentano un rischio i piccioni o altri piccoli uccelli che vivono in ambiente urbano, per i quali non è necessaria alcuna forma di particolare attenzione.
Nel caso di rinvenimento di uccelli acquatici selvatici (anatre, oche, cigni, trampolieri, nonché gabbiani) morti o malati si suggeriscono i seguenti comportamenti:

1.      evitare di toccare i volatili; 

2.      chiedere l’intervento dei Servizi Veterinari delle ASL o dei Vigili del Fuoco; 

3.      in caso di contatto con i volatili, adottare le normali norme igieniche (lavarsi   accuratamente le mani e altre parti del corpo venute a contatto con gli animali malati o   morti) e lavare indumenti o altri oggetti potenzialmente contaminati.

Presso il Ministero della Salute, è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 17,00 il numero verde 1500, per qualsiasi informazione sull’argomento.

Fonte: Unità di crisi influenza aviaria - 12 febbraio 2006

 

Influenza aviaria in Italia, virus H5N1 confermato in cinque cigni selvatici. Ministro Storace vara ordinanza per proteggere allevamenti

In seguito alla conferma dl cinque casi di virus H5N1 ad alta patogenità in cinque cigni selvatici, il Ministro Storace ha emanato l’11 febbraio, un’ordinanza con misure urgenti di protezione, direttamente in vigore, sottolineando l'assenza di rischi per l'uomo e la sicurezza delle carni avicole italiane.

In particolare l’ordinanza dispone l’obbligo per le regioni Sicilia, Calabria, Puglia di istituire attorno ai luoghi in cui è confermata la presenza di influenza aviaria ad alta patogenicità causata dal virus H5N1 negli uccelli selvatici: a) una zona di protezione nel raggio di almeno tre chilometri b) una zona di sorveglianza del raggio di almeno dieci chilometri, compresa la zona di protezione.

In queste zone sono subito operative misure di prevenzione come il divieto di movimentazione degli animali sia domestici che in cattività e il divieto di caccia di uccelli selvatici. Sono anche disposte misure per il monitoraggio serrato degli allevamenti e degli animali migratori. L’ordinanza inoltre vieta l’accesso alle zone faunistiche in cui sono stati rinvenuti morti i volatili risultati positivi al virus H5N1 ad alta patogenità.

Nelle regioni interessate, le aree soggette all’istituzione di zone di protezione e sorveglianza sono:
Provincia di Reggio Calabria: Comune di Pellaro
Provincia di Vibo Valentia: Comune di Pizzo Calabro
Provincia di Taranto: Comune di Manduria
Provincia di Messina: Comune di Taormina
Provincia di Catania. Comuni di Giarre e di Mascali

Tutte le misure si applicheranno per almeno 21 giorni nel caso della zona di protezione e 30 giorni nel caso della zona di sorveglianza a  partire dalla data in cui è stato isolato il virus aviario negli animali.

http://www.izsvenezie.it/dnn/

Redazione ministerosalute.it – 12 febbraio 2006