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home page   > per conoscere librizzi  > uno scritto dell'arciprete Arlotta

 

foto, il gruppo dei "portatori" della madonna

Brevi cenni su Librizzi

e culto della Madonna della Catena

(da "Il devoto di Maria SS. della Catena che si venera in Librizzi", Arc. C. Arlotta,  Tip. Panta, 1951)  

"Nulla ci resta sull'origine di Librizzi, però risulta per certo che sulla vetta sin dai tempi antichi era eretto un grande Castello denominato "Brichinnai" attorno al quale erano le abitazioni dei Varsalli P. Pare che questo grande Castello doveva essere eretto nel luogo denominato oggi Palazzo.

Per quanto incerta sia la data pare che il Vescovo di Patti sia stato eletto Conte di Librizzi sotto la dominazione di Ruggero VII. Nei tempi tristi e quando le discordie si infiltravano nelle famiglie il Vescovo esercitava la sua autorità recando conforto e pace. Nel 1320 i cittadini chiesero ed ottennero l'autonomia. Con la scomparsa dei Saraceni il popolo conobbe la vera fede e testimonianza ne sia l'erezione della Chiesa Madre, che sorse ai fianchi del Castello, come per indicare ai posteri che sarebbe stata difesa dalla potenza umana. Ma fugacità dei tempi! Mentre del grande ed antico castello non restano neppure i ruderi,  la Chiesa Madre si eregge maestosa e visibile da ogni parte.

Il popolo librizzese non resta indifferente di fronte al culto della Madre Celeste. Va in cerca di una Immagine bella che possa simboleggiare la Madre del Divin Redentore, ma non la trova. Finalmente nel 1600 quando Gaggini o la sua scuola, da al mondo Cattolico le belle Immagini raffiguranti la Madre Celeste, sotto il titolo della Catena, i cittadini librizzesi acquistano la più bella ed ad Essa dedicano una chiesetta nel centro dell'abitato.

 foto, la processione della madonna

Una pia leggenda narra che Librizzi, Montagnareale e Gioiosa Marea, si contendevano per avere la statua più bella fra le tre ultimate. Per evitare questioni vennero ad un accordo di tirare le sorti, ed a Librizzi toccò il Simulacro della Madonna della Catena la statua più bella.E' ancora la pia leggenda che lo dice: Mentre la Statua veniva veniva trasportata a Librizzi, giunta nel territorio librizzese, precisamente nella Contrada Maiesale, è diventata tanto pesante che non si è potuta, con nessuna forza, trasportare. Intervennero musiche, ma la pesantezza non è cessata, tentarono di trasportarla al suono di tutti gli altri strumenti, ma inutilmente; infine suonò la Cornamusa, cosa incredibile, la statua è diventata leggerissima e trasportabile. Così al suono della Cornamusa fu portata a Librizzi e posta nella sua chiesetta ove ha stabilito il suo trono d'amore e di misericordia, chiamando ai suoi piedi non solo i fedeli del paese, ma anche quelli dei paesi vicini, e spesso anche quelli dei paesi lontani e non ha mai cessato di consolare gli afflitti, spargere a profusione le sue grazie e Benedizioni. Anche oggi esiste la tradizione di trasportare il Simulacro in Processione col suono della Cornamusa. Nel 1880 il temporale fece scaturire una grande frana nel suolo sottostante e la chiesa, oltre il paese, rimase pericolante. I fedeli tutti animati dalla fede, dalla devozione e dall'amore alla Vergine della Catena, dal più ricco al più povero, dal più vecchio al più giovane, pensarono di erigire in altro luogo più sicuro, col proprio lavoro in breve periodo la Chiesa attuale."