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vai alle foto di chi ci ha provato (... a lavare la biancheria) 

 A LISCE'

 

ricostruzione dell'antico procedimento del trattamento del bucato a mano

foto, a quaddara sul fuocofoto, donne che strizzano le lenzuola

“A liscè”(1)

Si versa acqua e  “cìnniri”(2)in un “quaddaruni”(3)posto su un trìpode, e si accende il fuoco lasciando che il miscuglio bolla da una a due ore. Separatamente si prepara “u cufinu”(4) che viene rivestito all’interno con un telo di cotone bianco, i  cui lembi fuoriescono dalla cesta.

La biancheria, lavata sommariamente (“sbrumata” (5) sopra “ a cciappa”(6) presso una fontana pubblica nella “ggibbia”(7) o al torrente, viene messa dentro “u cufinu” ben spianata ed ammassata, e ricoperta con i lembi del telo di cotone. Ancora sopra si pone un “tuvagghiuni”(8) spesso di “tila bianca”, e al centro si ricava una sorta di conca in cui si versa l’acqua bollente e la cenere “du quaddaruni”.

foto, al lavatoio si prepara per la liscèfoto, le lenzuola nel cestofoto, il cesto per la liscè

“U tuvagghiuni” filtra il miscuglio, trattenendo la cenere e lasciando scorrere tra la biancheria soltanto l’acqua con le sostanze in essa disciolte, per impregnare la biancheria del cesto ammassata proprio per lo scopo.La biancheria così imbevuta è lasciata riposare per tutta una notte, in un luogo idoneo a consentire “a culatina”(9) dell’acqua: “a liscè” si fa di sera e la biancheria resta calda fino al mattino.

foto, si prepara il cesto con la biancheriafoto, si versa la cenere sul fuocola foto, la gente guarda la liscè

Al mattino si toglie  “u tuvagghiuni” con la cenere rimasta, e si porta la biancheria di nuovo “a ggibbia” oppure al torrente per sciacquarla accuratamente.“A liscé” è l’antenato del candeggio.

foto, la mattina si toglie la cenerefoto, la cenerefoto, la biancheria è pulita

ALTRE FOTO


[1] A liscè : ranno, cioè miscuglio di cenere ed acqua bollente usato in passato per lavare i panni. Modi di dire: buttar via il ranno e il sapone – perdere tempo e fatica.

[2] Cìnniri: cenere

[3] Quaddaruni: grande recipiente in rame.

[4] cufinu: cesta di varie forme fatta di verghe e strisce di canna intrecciate

[5] sbrumata: lavata  frettolosamente

[6] a ciappa: lastra di pietra  a superficie liscia su cui si fa il bucato

[7] ggibbia: vasca in muratura in cui si conserva l’acqua per  farvi il bucato, per risciacquarvi qualsiasi cosa, o per l’irrigazione

[8] tuvagghiuni: tovaglia spessa 

[9] culatina: colatura, il colare attraverso il filtro costituito, in questo caso, dalla biancheria stessa.